La scorsa settimana si è tenuto ad Atene il cinquantunesimo gran premio dell’eurovisione  manifestazione di cui nessuno sente l’esigenza e che, imperterrita, tra accuse e contestazioni, prosegue la sua cinquantennale carriera..

Nonostante anche per questa edizione l’Italia non abbia partecipato, una canzone, quella della Romania, aveva il ritornello, di inaudita originalità, interamente cantato in italiano: Tornerò, tornerò, la mia vita ti darò, tornerai, tornerai, mia per sempre tu sarai.

A proposito di polemiche l’ORF ha deciso che l’Austria non parteciperà più all’Eurofestival a causa della scarsa valorizzazione (sic) della musica austriaca nella manifestazione. Anche l’Ungheria ha deciso di non partecipare.

A causa di brogli ed irregolarità nelle votazioni nella serata finale della selezione per l’Eurofestival, la RTS (Serbia) e la RTCG (Montenegro) hanno deciso di ritirare la propria nazione dalla manifestazione canora. La Serbia e Montenegro, che accedeva di diritto alla serata finale, doveva essere rappresentata per il secondo anno consecutivo dai No Name con la canzone Moja.

A vincere, a sorpresa, è stato una specie di orco finlandese con una canzone satanista ed un travestimento carnevalescoved il seguente trascinate ritornello:

Wings on my back, I got horns on my head / My fangs are sharp, and my eyes are red / Not quite an angel, or the one that fell / Now choose to join us, or go straight to Hell.

Sul Guardian ci sono tutti i particolari


  1. asiya

    ma l’anno scorso la serbia ha vinto con la canzone “lane moje”. è di quel festival che parli vero? io lo seguivo tutti gli anni, sono nata in Serbia e ho vissuto lì per 14 anni (fino all’età di 14 anni). Sono italo-serba. E mi ricordo ancora l’anno il cui vinse totò cottugno italiano con la canzone “Italia unita” o robe del genere..pensa che ai tempi non parlavo l’italiano e nemmeno immaginavo di vivere qui, ma quella canzone la sapevo a memoria. Che strano che conosci quel festival:o)

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  • dice

    adoro farmi un martini anche un secondo bicchiere al terzo finisco sotto il tavolo al quarto sotto il mio cavaliere (dorothy parker, santa donna) . ... . ... . per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh! (jack kerouac) . ... . ... . un'attenta analisi delle strategie sinistrorse in campo musicale porta alla luce un'arma fin qui ignota, il menticidio, messa a punto dal kgb per indurre al suicidio mentale, e cioè al rincoglionimento senza scampo, un'intera generazione di ragazzi americani. il che spiega una volta per tutte i rolling stones. (mordecai richler) . ... . ... . se ti capiterà di battere un calcio di rigore, in una partita di calcio o nella vita non importa, ma se dovrai tirarlo tu 'sto minchia di rigore: io ti faccio una preghiera. qualsiasi dolore, qualsiasi paura, qualsiasi calcolo, mettilo da parte e tira sempre all'incrocio dei pali. è bello il golle all'incrocio dei pali. certo, è più facile sbagliare, ma chi se ne fotte, davidù, se devi fare un golle, fallo bene, eccheminchia (davide enia ) . ... . ... . why do you sing hallelujah / if it means nothing to you? (damien rice) . ... . ... . forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi vedró compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto. ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto. ('genio montale) . ... . ... . nell’arte la cosa più importante è la cornice. nella pittura è letteralmente così, per le altre arti solo in senso figurato, perchè senza quell’umile oggetto non è possibile capire dove finisca l’arte e dove inizi il mondo vero. (frank zappa) . ... . ... . mia cara amica, sono troppo stanco e troppo ammalato per cercar di comprendere. prendo il partito dei più deboli, il mio solito partito: parto. regalo a chi ne ha bisogno quel poco di poesia che può essere sorta in te dal nostro amore. non posso dirti altro dopo questo. mia cara sono realmente ammalato non ho potuto sopportare l'attesa e le tue lettere. ricevo ora il telegramma. parto domattina per la casetta. là c'è il silenzio. io ti amo tanto e rimpiango la poesia solo perché essa saprebbe baciare il tuo corpo di psiche e il tuo viso roseo e nero colla bocca sfiorita di faunessa. perdonami se non voglio essere più poeta neppure per te. sai che neppure le acque e neppure il silenzio sanno più dirmi nulla e senti la mia infinita desolazione. ti porto come il mio ricordo di gloria e di gioia. ricorda quando soffrirai colui che ti ama infinitamentee porta per se solo il tuo colore. l'ultimo bacio dal tuo dino che ti adora. (dino campana) . ... . ... . una delle mie signore di un tempo mi aveva urlato una volta: tu bevi per scappare dalla realtà. naturalmente, mia cara (charles bukowski) . ... . ... . non appena aprirò la porta e mi affaccerò alle scale, saprò che sotto inizia la strada; non lo stampo ormai accettato di fronte: la strada, la viva foresta ove ogni istante può piovere addosso come una magnolia, ove i volti nasceranno man mano che li guarderò, quando andrò avanti ancora un poco, quando con i gomiti e le palpebre e le unghie andrò a fracassarmi minuziosamente contro la pasta del mattone di cristallo, e mi giocherò la vita avanzando un passo dopo l’altro per andare a comperare il giornale all’angolo (julio cortazar) . ... . ... . sono un alcolizzato, sono un tossicomane, sono un omosessuale. sono un genio (truman capote)