Archive for Novembre, 2006

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una via l’altra

tante nella mia vita, di ogni parte del mondo.
scelte, ricercate, inseguite, volute. o incontrate per caso, a volte consigliate.
belle tante, qualcuna indimenticabile, altre meno che è stato un errore.
poche banali, però, che le ho sempre preferite intelligenti. qualcuna famosa, che la conoscevano tutti, spesso di pochi.
chi mi ha fatto ridere, chi piangere forte, chi mi [...]

un sorriso visto al telefono
i tuoi occhi letti qua e là
parole a spasso tra me e te.
ti porterò lontano senza tempo
sarai vicina che di più non so
non saranno centimetri a dividerci
ma gli attimi a rincorrersi
e sfuggirsi sarà piacersi
come onde diverse che insieme sono mare.

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comunismo

laureati con laureati, diplomati con diplomati, disse un giorno una signora spiegando il suo concetto di matrimonio. e ricordo di aver pensato tutti gli altri giù nel cesso, vabbè.
mi è tornato in mente ieri quando un tizio, mezzo pelato e mezzo scemo giusto per farne un intero, ha salutato il sosia di al bano seduto [...]

salto mortale

di cose che non avrei dovuto ho lasciato traccia ovunque sia stato. e se mi pagassero per questo sarei ricco davvero.
di quante volte mi hanno spinto e sono rotolato giù per trinità dei monti ho perso il conto. ed ormai i lividi sono uniformi e mi credono di colore. viola.
ma tra paura di dire ed [...]

cercami. mi troverai


esteta

forma, stile, estetica, teoria.
un vaso, bello e trasparente. grande, grandissimo.
le scatole di latta di quelle di una volta. con i disegni colorati che dentro ci potrebbe stare di tutto
bicchiere, mezzo vuoto e mezzo pure. ma in cristallo, del più prezioso.
gesto preciso senza sbavature. che alla fine sembra troppo per essere vero.
dove mancano i fiori. [...]

appartenenti all’Imperatore,imbalsamati,ammaestrati,lattonzoli,sirene,favolosi,cani randagi,inclusi in questa classificazione,che s’agitano come pazzi,innumerevoli,disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello,eccetera,che hanno rotto il vaso,che da lontano sembrano mosche
(classificazione degli animali riportata in "una certa enciclopedia cinese" citata dal dottor kuhn in un saggio di borges)

lunedì. ci tocca

andiamo a lavorare, cantando e sorridendo
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.

le tue mani che pensano con gli occhi chiusi.
la testa che vola verso le mie.
non esiste distanza in questo scambio di sensi.
non esiste più niente al di fuori di te.
che al tuo corpo già pronto chiedi pazienza.
e consoli come puoi in attesa di me

che inizia con calma
(fate voi, ascoltare o vedere.avete la scelta)

impazzivo per quella canzone che sentivo alla radio. ho comprato il disco appena ho potuto. crocodile rock (dietro c’era daniel. mica un 45 giri da poco). corso a casa l’ho infilato nel mangiadischi. quello rosso e bianco che l’avevamo tutti uguale.
e l’ho ascoltato. e riascoltato. ed ascoltato ancora. non so quante volte di fila. [...]





  • dice

    adoro farmi un martini anche un secondo bicchiere al terzo finisco sotto il tavolo al quarto sotto il mio cavaliere (dorothy parker, santa donna) . ... . ... . per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh! (jack kerouac) . ... . ... . un'attenta analisi delle strategie sinistrorse in campo musicale porta alla luce un'arma fin qui ignota, il menticidio, messa a punto dal kgb per indurre al suicidio mentale, e cioè al rincoglionimento senza scampo, un'intera generazione di ragazzi americani. il che spiega una volta per tutte i rolling stones. (mordecai richler) . ... . ... . se ti capiterà di battere un calcio di rigore, in una partita di calcio o nella vita non importa, ma se dovrai tirarlo tu 'sto minchia di rigore: io ti faccio una preghiera. qualsiasi dolore, qualsiasi paura, qualsiasi calcolo, mettilo da parte e tira sempre all'incrocio dei pali. è bello il golle all'incrocio dei pali. certo, è più facile sbagliare, ma chi se ne fotte, davidù, se devi fare un golle, fallo bene, eccheminchia (davide enia ) . ... . ... . why do you sing hallelujah / if it means nothing to you? (damien rice) . ... . ... . forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi vedró compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto. ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto. ('genio montale) . ... . ... . nell’arte la cosa più importante è la cornice. nella pittura è letteralmente così, per le altre arti solo in senso figurato, perchè senza quell’umile oggetto non è possibile capire dove finisca l’arte e dove inizi il mondo vero. (frank zappa) . ... . ... . mia cara amica, sono troppo stanco e troppo ammalato per cercar di comprendere. prendo il partito dei più deboli, il mio solito partito: parto. regalo a chi ne ha bisogno quel poco di poesia che può essere sorta in te dal nostro amore. non posso dirti altro dopo questo. mia cara sono realmente ammalato non ho potuto sopportare l'attesa e le tue lettere. ricevo ora il telegramma. parto domattina per la casetta. là c'è il silenzio. io ti amo tanto e rimpiango la poesia solo perché essa saprebbe baciare il tuo corpo di psiche e il tuo viso roseo e nero colla bocca sfiorita di faunessa. perdonami se non voglio essere più poeta neppure per te. sai che neppure le acque e neppure il silenzio sanno più dirmi nulla e senti la mia infinita desolazione. ti porto come il mio ricordo di gloria e di gioia. ricorda quando soffrirai colui che ti ama infinitamentee porta per se solo il tuo colore. l'ultimo bacio dal tuo dino che ti adora. (dino campana) . ... . ... . una delle mie signore di un tempo mi aveva urlato una volta: tu bevi per scappare dalla realtà. naturalmente, mia cara (charles bukowski) . ... . ... . non appena aprirò la porta e mi affaccerò alle scale, saprò che sotto inizia la strada; non lo stampo ormai accettato di fronte: la strada, la viva foresta ove ogni istante può piovere addosso come una magnolia, ove i volti nasceranno man mano che li guarderò, quando andrò avanti ancora un poco, quando con i gomiti e le palpebre e le unghie andrò a fracassarmi minuziosamente contro la pasta del mattone di cristallo, e mi giocherò la vita avanzando un passo dopo l’altro per andare a comperare il giornale all’angolo (julio cortazar) . ... . ... . sono un alcolizzato, sono un tossicomane, sono un omosessuale. sono un genio (truman capote)