(get into the swing)
Archivio per Maggio 2007


nel corso di giovedì una nuova perturbazione atlantica raggiungerà l’italia a partire dalle regioni nordoccidentali, mentre sul resto dello stivale il temporaneo rinforzo della pressione favorirà una giornata discreta. la nuova perturbazione provocherà un peggioramento più marcato venerdì al nord, con fenomeni anche temporaleschi, in estensione alla sardegna e alle regioni centrali, specie tirreniche. nel week-end invece l’isolamento di un vortice tra le due isole maggiori favorirà un certo miglioramento al nord, ma l’insistenza di condizioni di variabilità a tratti instabile al centro-sud. molto mossi gli altri mari

mi fermo pensando che non dovrei più stare seduto sopra questa sedia di un bar. ma è vecchia e comoda e mi tenta la finta pelle che tocco e che non mi costringe a pensare, men che meno a credere. il posto è asciutto mentre piove sui nostri discorsi senza fine e poco senso. piove su questo tempo assassino che non arriva ma passa. e nell’aria umida resta solo il profumo di un caffè che prendo senza zucchero e compagnia, appoggiato ad un bancone tra chiacchiere di gente distratta che sento e non c’è. piove che ho il cuore bagnato e sospeso, in attesa di un treno in sciopero che mi tiene distante.
c’è un senso di vuoto che porto a spasso con me e che non mi appartiene, una tasca bucata dove metto ogni cosa che ho e tra la sabbia si perde fin quando un altro per caso ci poggerà sopra un piede. e davvero non riesco a capire cosa manca di nuovo, la verità vera di questa aria fredda che passa attraverso la lama tagliente di una assenza lucida e costante.
un giorno saprai fare a meno di noi, in qualche modo sarà e non troverai a sorprenderti. perché non c’è mai certezza in cardiologia e rimarrai una teoria che non so dimostrare.
foto di travor brady
se ti fermi lungo la strada il pensiero comunque prosegue

funziona sempre allo stesso modo, ogni volta. ogni volta. ognuno con la sua mano, destri e mancini, ad aprire il giornale postelettorale come la gazzetta il lunedì dopo il derby. la decenza in vacanza come una moglie il mese di luglio, che se vinci sei tu, se perdi è il sistema palude, l’arbitro cervo, il vuoto delle coscienze. le altre, ovviamente.
allora alziamo barricate e non puliamo i vetri sporchi, prima o poi pioverà. invochiamo gli dei, che si vota di domenica, sacrifichiamo una birra, lucidiamo i mostri per farci paura.
che ci sono mostri e mostri. alcuni meglio di altri.
su ebay. € 109,90
aggiudicato al signore in fondo a destra


ma fleur è un disco. ne bello nè brutto. con 11 meravigliosi scatti di maya hayuk nascosti all’interno ad accompagnare ogni pezzo.
sempre meglio controllare bene prima di buttare via qualche cosa.
uova di pasqua

nel ventre della città i turisti si muovono come topi, sognando di risalire presto in superficie. per loro la città sarà solo i suoi monumenti: ignorano la grandezza dell’area metropolitana e si illudono di conoscerne l’anima. ma la città non è solo fascino, bellezza e gioia di vivere. è anche passione, lavoro, dolore e bruttezza, perfino nel centro storico. la città porta con sé le contraddizioni della nostra epoca: un’età in cui le nazioni, travolte da un’ampia mescolanza culturale, lanciano sguardi sospettosi su tutti i viaggiatori. qui, come altrove, le persone hanno paura che un movimento trascini nel nulla l’anima di un popolo.
fabrice d’almeida pensava ad un posto ma quello o un altro non c’è differenza.
e se metti il tuo nome a quella città sembra che parli di ognuno di noi.
foto di franco fontana
al semaforo a destra. poi sempre dritto

oggi ho chiuso le porte e sono rimasto da solo. ho spento il telefono, il cuore in stanby.
da bere ce n’è e musica pure.
foto di akif celebi
eppure

l’idea mi è venuta durante le riprese di la terra vista dal cielo nel mali, un giorno in cui l’elicottero era in panne. il pilota se n’era andato ed io ero rimasto ad aspettarlo in un paesello, dove ho incominciato a discutere con un uomo. sono rimasto là tutto il giorno. la sera, davanti al fuoco, quell’uomo mi ha raccontato tutta la vita, le sue voglie, le sue ambizioni. si riassumevano in poche parole: nutrire la mia famiglia. malgrado la povertà e la siccità… pensavo di conoscere ciò. in realtà l’ho realizzato quando l’uomo me l’ha raccontato, con le sua parole, guardandomi dritto negli occhi, senza lamentarsi né chiedere nulla. quell’incontro mi ha lasciato un segno nel cuore e ha cambiato la mia visione del mondo (yann arthus-bertrand)
6.000 interviste, 65 paesi visitati, 4.500 ore di interviste girate, 450 ore di video di ritratti tradotti e sottotitolati e messi a disposizione di tutti.
talvolta su internet trovi di meglio di un blog.
6 miliardi di altri


si fermò sulla cima del molo più lungo, vanto di un dio del mare stanco di vivere a fondo. si appoggiò ad un faro vestito di anelli bianchi e blu come totani vestiti dolce&gabbana, che gettava la sua luce intermittente su quell’ombra scura di fronte, un remo chiaro che entrava ed usciva dall’acqua senza spostare nulla e senza fare rumore. guardò verso il niente credendosi mago per vedere il futuro aspettando che la ciurma ubriaca dei folletti bugiardi saltasse fuori per dirgli che era tutto uno scherzo. che nave era pronta a spiegare le ali, che il vento era largo e buono per partire.
un gabbiano parlante figlio di un grillo gli urlò – vattene a casa – gettando un ricordo che lo colpì ad una spalla. prese un granchio senza sbagliare la mira e sorrise guardando le chele attaccate al culo pennuto.
la banda branzini cantava – la fortuna che passa mi organizzo e la mordo o rimane soltanto uno sgradito ricordo.












