ricordatevi sempre di pagare le bollette

2007 Settembre 17
by baskerville

abelardo-morell.jpg

il due luglio del ’54, a new york, probabilmente c’era bel tempo. quasi certamente, direi, che sennò mica ci sarebbero state cinquemila persone sotto la finestra di mildred oakes, che la gente si stufa in fretta, no? diecimila occhi che aspettano uno spettacolo, il doppio dei cuori che come al circo tengono gli occhi  fissi alle stelle pronti a sentirne una cadere. tutti, insomma, a scommettere se davvero quella donna si butterà giù dalla finestra, cosa che, in effetti, sta ben pensando di fare. cinquemila spettatori non paganti, nessuno in grado di fare niente che per uno che si avvicina un poco alla donna, un centimetro in più lei si avvicina al vuoto che sta sotto.

non si sa niente della causa. solo l’effetto è visibile e così è sempre più difficile aiutare. si procede a caso e quasi sempre si sbaglia. poi, nel silenzio squilla il telefono, se mai c’è momento più inopportuno. squilla e nessuno risponde che c’ha altro da pensare. mildred agli affari suoi, gli altri a quelli di mildred. riattaccano. poi squilla ancora e lei prega gli agenti di sentire chi chiama. nessuno però risponde, chissà perchè. silenzio. e da capo insiste.

chissà cosa passa nella testa di chi arriva a preferire la morte, quale disperazione prova, che freddo ha dentro. chissà, però, cosa gli può importare di chi telefona. che sarà come sarà, sarà che:

·         la curiosità è femmina ma mica così vero

·         una telefonata allunga la vita

·         ecchecazzo, in cinquemila siete e nessuno è capace ad alzare una cornetta, sempre tutto io devo fare

beh, mildred non ha resistito ed è rientrata a rispondere. non è più volata sopra un mare di pietra..

(di questa storia, vera, dino buzzati ha scritto sul corriere di informazione il giorno dopo. un articolo sull’attesa e la speranza, sulla vita, in pratica. un articolo che, però, non è stato in grado di dare una risposta alla domanda più semplice. chi l’avrà mai chiamata?)

 

 

9 Responses leave one →
  1. 2007 Settembre 18
    arya permalink

    bellissima immagine
    e post altrettanto interessante.
    leggerò la “nera” di buzzati, scrittore che ho molto amato e sto trascurando da un pò.
    era anche un bravissmo pittore, un vero artista e in quanto tale giustamente tormentato e triste.
    ‘notte

  2. 2007 Settembre 18

    capisco mildred. avrei fatto lo stesso. evidentemente quel che le mancava nella vita poteve starci giusto giusto dentro poche parole, magari anche due o tre.(scroscio di pioggia) è difficile per me, per esempio, non badare le chiamate perse, anche se di sconosciuti. mi hai fatto tornare in mente un’immagine che mi colpì molto sentendo parlare tanto tempo fa di un film di Truffaut. In questo film un telefono squilla chiuso a chiave dentro ad un armadio. A proposito,qualcuno mi sa dire che film è?
    Anyway, Bsk, grazie del bellissimo post, e buona giornata

  3. 2007 Settembre 18
    arya permalink

    che bello il commento di Laurette!
    è vero quel che manca a volte può stare giusto dentro a poche parole…che non arrivano.
    a volte anche solo in un saluto, che costa così poco…

    buona giornata a Bask e anche a chi passa

  4. 2007 Settembre 18

    Sarà stata la mamma. Solo la mamma è capace di far squillare, squillare, squillare e ancora squillare. Chiunque altro prima o poi molla, la mamma no.

  5. 2007 Settembre 18
    missminnie permalink

    e se fosse stato uno che sbagliava numero??…a quei tempi non esistevano i call-center manco in america, quindi nessuna offerta di adsl-lavapavimenti-mociovileda…un ex fidanzato pentito neanche, che gli ex non si pentono e non ritornano, magari la sua amica impicciona che chiedeva di uscire nel pomeriggio…chi meglio della cara mildred….ma non la troviamo con ggggggggooooogggllleeee, la caaaaara mildred??

    minnie-fatti-i-cazzi-tuoi

  6. 2007 Settembre 18

    Mi ha fatto sorridere il commento di Brigida.
    Perchè è vero, solo le madri sanno insistere così.

  7. 2007 Settembre 18

    daccordissimo con brigida!…

  8. 2007 Settembre 18

    ok ero io…..

  9. 2007 Settembre 18

    Ciao, passo a leggerti e salutarti in una sera che il mal di testa non mi lascia neanche la forza di lasciare un commento al tuo bel post che abbia un minimo di senso.
    (A dire il vero l’sms arriva quasi ogni mattina. A quel punto passa il sonno e torna la voglia di affrontare tutto il resto)

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