se trovate due oggetti sferici in centro a milano, è roba mia
- mi scusi, è già uscito il nuovo libro di michael chabon?
la domanda non presuppone una risposta perché l’articolo sul giornale non lo dice. il sindacato dei poliziotti yiddish è in uscita, a settembre, per rizzoli. ma in uscita non vuol dire che in libreria ci sia già, quindi chiedo, gentilmente.
- controllo subito
ora io dico, chabon non è dante e neppure beppe grillo. però ha vinto il pulitzer con le fantastiche avventure di cavalier e clay, ha scritto wonder boy ed altri libri meravigliosi, è uno tra i più famosi scrittori americani, mica del niger, con tutto il rispetto. se fai la commessa in libreria dovresti saperlo al volo come una parrucchiera dovrebbe sapere se la forfora è tornata di moda. comunque controlla pure, i computer ci sono per questo, e per permettere ai taxisti di non conoscere più le strade, tanto c’è il navigatore.
- no, di camen non abbiamo niente
la guardo meglio. sorridente e carina, ma troppo giovane per perdersi in nick kamen e nelle sue mutande. prendo nota che, appena a casa, devo prendermi un’aspirina. perché io ho chesto chabon, ma come lo disse lui a mantova qualche anno fa: cebon, più o meno. ma dev’essere il raffreddore.
- non camen, c-h-a-b-o-n. dovrebbe esserci.
continua ad essere carina ma il sorriso scompare. in compenso sbuffa come un muflone innamorato. prosegue la sua ricerca e magicamente, sul monitor, compare l’elenco dei libri in catalogo. quello che cerco non c’è. nel frattempo si gira verso la collega e chiede aiuto. probabilmente le fa dei gesti in codice per farsi passare l’inceneritore
- di questo qui sai se ha scritto qualcosa di nuovo?
- sciabòn? lo conosco. no non esce niente.
non so perchè ma ho pensato a quelli che schumacher lo chiamano maicol manco fosse americano, come sciabòn. a questo punto perchè non michele?
(comunque devo chiedere di spostare la libreria a piano terra. almeno le palle, quando cascano, non lo fanno per tre piani).



michele cabone?
credo di conoscerlo…
quanto ho riso…
E’ inutile, nessuno sa più millantare con classe…
BEH
“due oggetti sferici in centro a Milano” solo chi li ha persi,sà che sono lì! Fulvia
…ma almeno rimbalzano?
io non so chi sia..ma ho presente l’effetto delle sfere che cadono!
aahhhhhhhhh! come, quanto, fortemente capisco!!!!e poi a me non mi ci pigliano a lavorare in libreria! tzè
_signorina c’è la routard di lisbona?
_signora( e già qui..) la che? ma è sicura che esista davvero?
_no guardi è stato solo un incubo e lei ne è la protagonista!
esempio:
mia domanda…
-sig.ra c’è mica autobiografia di un reporter di Kapushinski?
la di lei risposta…
-kapu chi?
…ma infine la forfora è tornata di moda?
Terrificante, e la cosa triste è che questi ragazzi, alla fine, hanno tra le mani un lavoro proprio bello… un po’ sta anche a loro non ridursi a “commessi” e imparare a fare i “librai”. Al di la’ delle competenze linguistiche.
Immagino che non sia facile, stanti i loro contratti alla consistenza di carta igienica a singolo strato, ma insomma …
Non so perchè, ma dalla tua descrizione mi è venuta in mente una catena di librerie di cui molto si è parlato parecchio qualche mese fa, proprio in merito alle condizioni contrattuali dei non-dipendenti …
In questi giorni arriva di tutto, almeno dalle librerie milanesi. Ho ricevuto email che raccontavano le avventure più improbabili (ma vere, temo proprio…) di persone che hanno tentato di avere il mio piccolo romanzo. “Sono nessuno”, che vuoi che sia, ho pensato filosoficamente. E ho spedito il romanzo a chi chiedeva, oppure ho fatto riferimento al solido, roccioso IBS. Poi ho provato anche io a cercare Chabon. E tra il riso e il pianto ho scelto il riso. Baci, MG (che ancora non ha trovato il libro di Chabon)
concordo con te; ma non sarei troppo severa con questi giovanbi commessi, che sostanzialmente mi fanno anche un pò pena
mi pare che ci sia di peggio, in giro
sciabòn, oggi era alla feltrinelli di piazza piemonte per parlare del suo libro. e di come si pronuncia il suo cognome. (piccola informazione. inutile e tardiva)