Archive for Ottobre, 2007

Cappuccetto rosso è una bella bambina che va a trovare la nonna. Solo che la nonna se l’è già mangiata il lupo. Il lupo cerca di mangiarsi anche cappuccetto rosso ma arriva un cacciatore che spara al lupo, lo squarta ed estrae la nonna prima che venga digerita. E tutti vivono felici a contenti. Eccetto il [...]

 
Esportiamo cervelli ed importiamo gusci vuoti. Come halloween, ad esempio, che a me, che già non amo il carnevale, produce una strana orticaria alle mani che si cura solo tirando sganassoni a chi si veste da nera signora. Come se di morti viventi già non bastassero i nostri politici, la massa becera e pecorona, i [...]

banalità

in un insulso articolo pubblicato dal corriere di oggi, francesco alberoni parla, pensa te, di innamoramento e amore concludendo con una citazione di roland barthes: l’altro che io amo e che mi affascina è atopos.
concordo. che se si parla di amore. è ovvio pensare alla topos. (e l’amore, a volte, non serve neanche)

 
Lei, in realtà, si chiama Annie Clark. Ha 24 anni, due zii famosi (Tuck e Patty) e meno di 50 chili da portarsi in giro per il mondo. È bellina anche se così magra, ha occhi grandi e ironia da vendere. Ha un talento disarmante, suona il piano, le tastiere, la chitarra, il basso e le [...]

Apro il frigorifero. È vuoto, o quasi. Ma, soprattutto, non c’è quello che cercavo. Lo chiudo deluso. Faccio un passo indietro. Poi uno avanti e riapro la porta cromata. Sorprendentemente, almeno per me, nulla è cambiato. Mi aspettavo di vedere cose nuove, la scatola dei formaggi piena, un vasetto di paté d’olive, la nutella. Niente, [...]

la canzone, gotica, è di lolly jane blue. il video di sil val der woerd, visionario e fantastico. 

o, just give me a little atomic bomb
not too much, just a little
enough to kill a horse in the street
but there aren’t any horses in the street
well, enough to knock the flowers from a bowl
but I don’t see any flowers in a bowl
enough then to frighten my love
but I don’t have any love
well, give me [...]

cedesi

cuore usato, monoproprietario, revisionato dopo incidente, inutilizzato per lunghi periodi. carrozzeria in buono stato ad eccezione di alcuni tagli. freni da regolare. sedili reclinabili.

etilicon

Bevo troppo, lo so. O almeno lo so sempre il giorno dopo quando mi alzo dal letto, vestito del giorno prima. Apro gli occhi e non sembra che tutto giri. Sembra quasi normale. Forse lo sarebbe se non decidessi di muovere la testa. È li cominciano i problemi, è in quell’istante che sale la fitta. [...]

http://funtasticus.com/20071009/carasutra/

La cipolla è un’altra cosa. Interiora non ne ha. Completamente cipolla fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori, cipollosa fino al cuore, Potrebbe guardarsi dentro senza provare timore.
In noi ignoto e selve di pelle appena coperti, interni d’inferno, violenta anatomia, ma nella cipolla - cipolla, non viscere ritorti.
Lei piú e piú volte nuda fin nel fondo e [...]




saluti e baci





  • dice

    adoro farmi un martini anche un secondo bicchiere al terzo finisco sotto il tavolo al quarto sotto il mio cavaliere (dorothy parker, santa donna) . ... . ... . per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh! (jack kerouac) . ... . ... . un'attenta analisi delle strategie sinistrorse in campo musicale porta alla luce un'arma fin qui ignota, il menticidio, messa a punto dal kgb per indurre al suicidio mentale, e cioè al rincoglionimento senza scampo, un'intera generazione di ragazzi americani. il che spiega una volta per tutte i rolling stones. (mordecai richler) . ... . ... . se ti capiterà di battere un calcio di rigore, in una partita di calcio o nella vita non importa, ma se dovrai tirarlo tu 'sto minchia di rigore: io ti faccio una preghiera. qualsiasi dolore, qualsiasi paura, qualsiasi calcolo, mettilo da parte e tira sempre all'incrocio dei pali. è bello il golle all'incrocio dei pali. certo, è più facile sbagliare, ma chi se ne fotte, davidù, se devi fare un golle, fallo bene, eccheminchia (davide enia ) . ... . ... . why do you sing hallelujah / if it means nothing to you? (damien rice) . ... . ... . forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi vedró compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto. ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto. ('genio montale) . ... . ... . nell’arte la cosa più importante è la cornice. nella pittura è letteralmente così, per le altre arti solo in senso figurato, perchè senza quell’umile oggetto non è possibile capire dove finisca l’arte e dove inizi il mondo vero. (frank zappa) . ... . ... . mia cara amica, sono troppo stanco e troppo ammalato per cercar di comprendere. prendo il partito dei più deboli, il mio solito partito: parto. regalo a chi ne ha bisogno quel poco di poesia che può essere sorta in te dal nostro amore. non posso dirti altro dopo questo. mia cara sono realmente ammalato non ho potuto sopportare l'attesa e le tue lettere. ricevo ora il telegramma. parto domattina per la casetta. là c'è il silenzio. io ti amo tanto e rimpiango la poesia solo perché essa saprebbe baciare il tuo corpo di psiche e il tuo viso roseo e nero colla bocca sfiorita di faunessa. perdonami se non voglio essere più poeta neppure per te. sai che neppure le acque e neppure il silenzio sanno più dirmi nulla e senti la mia infinita desolazione. ti porto come il mio ricordo di gloria e di gioia. ricorda quando soffrirai colui che ti ama infinitamentee porta per se solo il tuo colore. l'ultimo bacio dal tuo dino che ti adora. (dino campana) . ... . ... . una delle mie signore di un tempo mi aveva urlato una volta: tu bevi per scappare dalla realtà. naturalmente, mia cara (charles bukowski) . ... . ... . non appena aprirò la porta e mi affaccerò alle scale, saprò che sotto inizia la strada; non lo stampo ormai accettato di fronte: la strada, la viva foresta ove ogni istante può piovere addosso come una magnolia, ove i volti nasceranno man mano che li guarderò, quando andrò avanti ancora un poco, quando con i gomiti e le palpebre e le unghie andrò a fracassarmi minuziosamente contro la pasta del mattone di cristallo, e mi giocherò la vita avanzando un passo dopo l’altro per andare a comperare il giornale all’angolo (julio cortazar) . ... . ... . sono un alcolizzato, sono un tossicomane, sono un omosessuale. sono un genio (truman capote)