Archive for Dicembre, 2007

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quanta vita occorre

per scappare dai nostri sogni?

non mi importa se sono un cubo che non capisco, sei sei piramide e non ti fai scalare, se tu non sai suonare ed io cercare la storia.
io scrivo ed ascolto. tanto so che ci sei.

a tutti

vorrei che i vostri giorni fossero leggeri. i miei anche e non solo i prossimi. vorrei augurarvi cose che neanche pensate perchè la vita possa sapervi sempre sorprendere. vorrei che il dentista fosse la vostra unica preoccupazione ed il vostro sorriso un capolavoro da far vedere. vorrei bere con voi, ognuno quel che più gli piace, e [...]

(come dire una prova, un inizio. come dire che almeno ci tento di nuovo. a mettere musica sul blog, intendo, che qui ci sta un po’ come il cioccolato a metà pomeriggio. per ora cominciamo così)


previsioni del tempo

conosci le mie mani che contornano il tuo viso, e che non basta una tasca per poterle fermare, i miei fianchi lontani, quando manca qualcosa dentro di te. conosci i miei giorni colorati e neri, quelli passati senza i tuoi occhi, i miei trucchi, ed il tuo mestiere. quelli futuri dei tuoi giochi prestigiosi e [...]

condominiale

si facevano le scale ma per suonare il campanello non serviva aver studiato. ci si incontrava sui ballatoi per quattro salti e due pettegolezzi sulla signora del primo. una tromba e la sua musica che mentre la salivi salutavi e già sapevi cosa si mangiava per cena dietro ogni porta affacciata di gente conosciuta.
nel mio [...]

allora buon natale. e tu cosa farai? io vado in montagna, natale con l’aria fina. anche se poi mi sembra di essere in centro. le stesse facce che vedi tutto l’anno e non ti sembra di essere mai partito. certo che il natale con la neve è sempre bello. quei paesaggi che già loro sembrano [...]

qualcuno, decisamente, più elegante.
 
(la musica, passo dopo passo, è di vittorio cosma, il video di rino stefano tagliaferro)

 
c’è bisogno del bello ed il bello, a volte, lo trovi per caso.
in una parola che leggi sullo schermo di un computer. in un suono che riconosci e non hai mai sentito prima. in un gesto di una mano, in un’idea semplice e sorprendente che qualcuno ha avuto per primo e gli altri a dire [...]

mi ha detto, con tono piatto, ‘ti devo dire una cosa’.
lo ha detto piatta davanti ad un piatto che parlava straniero senza che io capissi cosa, cosa voleva dire. cosa c’era in quel piatto piatto. cosa ci stavo a fare, cosa c’era da fare. e soprattutto da mangiare.
‘ablame’, ho risposto, senza sapere cosa stessi [...]

di strade prese ed altre dimenticate, di scelte fatte e pagate senza conoscere il prezzo, di idee che non sono mai uguali le mie con le tue, di ipotesi che a verificarle chissà che sarebbe succeso, di fatti che non sai mai se conosci davvero, di persone che per fortuna hanno sempre più lati, di [...]

invecchiare si invecchia. non sai mai prima come. per questo qualcuno decide che non è il caso di rischiare.
anne sexton era bella davvero. matta, forse. oscena, divertente, teatrale qualcuno ha detto.
anne sexton era scandalosa, profonda, e infelice. irrequieta di fronte al proprio quotidiano fallimento, in perenne ricerca delle conferme di uno sguardo innamorato. anne sexton [...]





  • dice

    adoro farmi un martini anche un secondo bicchiere al terzo finisco sotto il tavolo al quarto sotto il mio cavaliere (dorothy parker, santa donna) . ... . ... . per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh! (jack kerouac) . ... . ... . un'attenta analisi delle strategie sinistrorse in campo musicale porta alla luce un'arma fin qui ignota, il menticidio, messa a punto dal kgb per indurre al suicidio mentale, e cioè al rincoglionimento senza scampo, un'intera generazione di ragazzi americani. il che spiega una volta per tutte i rolling stones. (mordecai richler) . ... . ... . se ti capiterà di battere un calcio di rigore, in una partita di calcio o nella vita non importa, ma se dovrai tirarlo tu 'sto minchia di rigore: io ti faccio una preghiera. qualsiasi dolore, qualsiasi paura, qualsiasi calcolo, mettilo da parte e tira sempre all'incrocio dei pali. è bello il golle all'incrocio dei pali. certo, è più facile sbagliare, ma chi se ne fotte, davidù, se devi fare un golle, fallo bene, eccheminchia (davide enia ) . ... . ... . why do you sing hallelujah / if it means nothing to you? (damien rice) . ... . ... . forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi vedró compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto. ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto. ('genio montale) . ... . ... . nell’arte la cosa più importante è la cornice. nella pittura è letteralmente così, per le altre arti solo in senso figurato, perchè senza quell’umile oggetto non è possibile capire dove finisca l’arte e dove inizi il mondo vero. (frank zappa) . ... . ... . mia cara amica, sono troppo stanco e troppo ammalato per cercar di comprendere. prendo il partito dei più deboli, il mio solito partito: parto. regalo a chi ne ha bisogno quel poco di poesia che può essere sorta in te dal nostro amore. non posso dirti altro dopo questo. mia cara sono realmente ammalato non ho potuto sopportare l'attesa e le tue lettere. ricevo ora il telegramma. parto domattina per la casetta. là c'è il silenzio. io ti amo tanto e rimpiango la poesia solo perché essa saprebbe baciare il tuo corpo di psiche e il tuo viso roseo e nero colla bocca sfiorita di faunessa. perdonami se non voglio essere più poeta neppure per te. sai che neppure le acque e neppure il silenzio sanno più dirmi nulla e senti la mia infinita desolazione. ti porto come il mio ricordo di gloria e di gioia. ricorda quando soffrirai colui che ti ama infinitamentee porta per se solo il tuo colore. l'ultimo bacio dal tuo dino che ti adora. (dino campana) . ... . ... . una delle mie signore di un tempo mi aveva urlato una volta: tu bevi per scappare dalla realtà. naturalmente, mia cara (charles bukowski) . ... . ... . non appena aprirò la porta e mi affaccerò alle scale, saprò che sotto inizia la strada; non lo stampo ormai accettato di fronte: la strada, la viva foresta ove ogni istante può piovere addosso come una magnolia, ove i volti nasceranno man mano che li guarderò, quando andrò avanti ancora un poco, quando con i gomiti e le palpebre e le unghie andrò a fracassarmi minuziosamente contro la pasta del mattone di cristallo, e mi giocherò la vita avanzando un passo dopo l’altro per andare a comperare il giornale all’angolo (julio cortazar) . ... . ... . sono un alcolizzato, sono un tossicomane, sono un omosessuale. sono un genio (truman capote)