
si dice, si fa, si briga, si lotta.
ci si mostra dentro, quasi fossimo al museo di storia naturale.
ci si apre, ci si squarta, viviseziona.
non si offrono stelle ma viscere e budella.
questo è quello che ognuno ha da dare, sperando che basti.
questo è quello che credo sia l’amore.
bello
quando sono innamorata ogni parte del mio corpo, ogni organo ne prende parte.
che dire degli interminabili crampi allo stomaco?
SI!
L’AMORE è così! Solo coperto da un velo di trasparenza che,se ne lascia protetto l’alchemico mistero,ne esalta la FIDUCIA! Bianca 2007
mangiarsi.
E mica con gli occhi.
L’amore non si può definire.
E nemmeno serve farlo.
Cioè definirlo. Farlo serve eccome.
brrr… °_°
mi inquieta quel palloncino nero…
Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.
Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi é accanto
Come se mi avessero scavato
dentro fin nel midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.
Vandalo in un’ aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali:ruggine, crudo sale
nella strettoia dela gola.
Riconosco l’amore dal boato
-dal trillo beato-
lungo tutto il corpo!
chissà quale cassetto della mia memoia hai aperto! La poesia è di Marina Cvetaeva
Ciao Bask.
Giorni sereni
Melania
inquieta anche me quel palloncino nero, ma l’immagine è bella e anche il tuo post. buona domenica.
A dar troppo rischia lo scoppio, a dar poco si affloscia…proprio come un palloncino…