Archive for Gennaio, 2008
Camminavo guidando. Nel senso che ero in macchina ma andavo a passo di donna. Lei camminava camminando ed in questo era più coerente di me. Un passo profumato ed io che neanche avevo l’arbre magique. L’ho raggiunta mettendomi in coda ed abbiamo proseguito affiancando la sua gonna di lana e la mia carrozzeria metallizzata, ognuno [...]
I fatti sono fatti. Anche quando sono strani. Verrebbe da ricordarlo a Mastella ma non importa.
Ad esempio prendi quattro ragazzi allegri, di quelli che girano il mondo e suonano al parco. Prendili brasiliani di Porto Alegre (sono allegri, ricordi?) e pensali in un parco con tanta gente che passa. Magari a Barcellona che è bella [...]
non è mai successo prima o almeno non che mi ricordi. che se non c’ero non dormivo ma probabilmente stavo male. ho sempre preferito qualcuno e quasi mai lo stesso. ho sempre espresso un desiderio ad occhi aperti, soffiando sulla scheda come fosse candeline. perché alla democrazia ci credo, più che ai democratici di ogni [...]
ho letto a tavola le tavole della mia legge, infrangendo regole e sogni.
ho chiuso gli occhi, oggi, ma non ho visto niente credendomi un dio, adorante adorato, e nominandomi invano per non esserne, invece, capace.
ho passato domeniche infernali, maledicendo chi mi ha gettato in questo mondo di assassini e stupratori senza sapermi fare diverso. [...]
sono limpido che mi vedi attraverso,
fatto di fumo dopo che mi hai respirato,
sono acqua per nuotarci e non chiedere altro,
profumo di buono per sapere che esisto,
sono un ricordo che dimenticherai,
parole in aria come biglie di vetro,
sono nebbia e coltello per poterla tagliare,
specchio e rifletto un’idea non comune.
sono l’uomo invisibile, fatto di niente e di [...]
quanto tempo occorre per diventare un adolescente maturo.
o un bambino marrone.
sanremo, 26 gennaio 1964 / civezza, 26 gennaio 2008
l’immagine è di john kirby, the juggler. olio su tela, 2007
la musica di john de leo, bambino marrone. vago svanendo, 2007
il compleanno è il mio.
da oggi si cambia governo. e finalmente anche noi potremo avere un presidente single che si fidanzi con una top model.
vasco ascolini - la vertigine dell’ombra
palazzo magnani, reggio emilia. fino al ventiquattro febbraio
Un ballo nuovo ha bisogno della pazienza di andrea e di fiducia al governo. Di molto fiato e nessun pudore. È camminare a tempo senza sentire la musica, muovere i fianchi come stessi danzando. Un ballo nuovo è come ogni inizio, fatto, di un niente che riempi di niente e di piedi pestati che sanno [...]
se scegli o rimani a guardare
ci sono suoni che sono rifugio dove aspettare come una cuccia di un cane fedele, che sono coperta dove scaldarsi un po’ e far finta di essere soli, che sono casa dove è bello tornare come risposte che vorremmo sentire.
ci sono voci a cui è facile abbandonarsi per far passare il tempo, camminando all’indietro [...]
e poi questo al ritorno e molto altro.
pensavo che chissà come sarebbe stato se perpetua non fosse stata vergine e se lui non avesse passato il tempo a chiedersi chi era archimede, cosa sarebbe successo se lui non fosse stato don e lei non promessa sposa. cosa ancora se l’altro lui fosse stato un operaio della fiat e non avesse investito il suo [...]
mi ricordo la prima macchina su cui sono salito che sapeva di plastica e vomito. il mio.
la finale dei mondiali, la maturità il giorno dopo. l’immaturità, l’altra volta.
ricordo i tanti traslochi, ogni camera nuova dove ho dormito per sentirmi a casa, ognuna di quelle dove non sono mai stato.
ricordo il panino che [...]

