Archive for Marzo, 2008

viviamo nel timore di essere stupidi, verificando di continuo il nostro quoziente intellettivo. ma la possibilità di misurare l’intelligenza umana è solo una chimera. perchè la verità è che non siamo abbastanza intelligenti per capire cos’è l’intelligenza.
lo ha detto hans magnus enzensberger, poeta e saggista intelligente, lui sì. credo che sia vero o quanto meno che [...]

del mio grazie a voi, canto

 
un grande mazzo di fiori può voler dire scusa, grazie, o ti amo. assicurati che chi lo riceve capisca le tue intenzioni. e che non sia allergico ai pollini
(the observer) 

Di quando tutto questo è cominciato mi ricordo il profumo di buono e la curiosità che fa annusare i cani. La sorpresa fondente dentro un uovo di [...]

Voglio essere un regalo per te, qualche cosa che aggiungi nel cuore  dove c’è spazio. Non voglio toglierti niente se non il sonno quando vorrai pensarmi di notte. Voglio ridere con te e sentirti mancare il fiato. Voglio proteggerti e guarirti, imparare e condividere. Ho bisogno di te come tu di me. Perché un amore [...]

soulscape

la donna si rasserenò un poco, quel tanto da non piangere sempre come l’uomo l’aveva vista ma non abbastanza da ritornare ad essere quella che lui conosceva da molti anni. passò ancora qualche giorno poi la donna partì con la promessa, a tutti quelli che la invitavano, di ritornare presto.
(goffredo parise, sillabari. alla voce solitudine)

vacca-due-o

ovvero del latte e dei suoi derivanti

(immagine di john kelly)


(mentre suona la banda improvvisa )

(la foto è di rodney smith. il resto no)
Io l’ultima volta neanche me la ricordo. L’ultima volta che sono stato in macchina con mio fratello. Da soli, poi, potrebbe essere mai. O quasi. Siamo due persone diverse unite solo dal caso e da altre persone. Ma non è questo. Due persone unite in un metro [...]


l’observer ha pubblicato l’elenco di 50 blog più potenti. al nono posto compare quello di beppe grillo anche in considerazione delle sue polemiche con il leader dell’udeur: mario mastella.
sono imprecisi, gli inglesi. sennò al posto di grillo ci sarebbe questo.
(a definire la qualità di questo post non servono parole. basta un’immagine. di ragrocket)

reader thou that passest by
as thou art so once was I
as I am so shalt thou be
therefore reader pray for me

(le parole sono state scritte su una tomba di campagna e sono una delle prime testimonianze dell’inglese moderno. l’immagine, più recente, è di mike montero. l’una e le altre sono valide sempre)

poi un giorno dirai che è possibile la vita senza me. forse lo ha già detto e non mi sono accorto. o mi sono accorto ma non voglio ascoltarti. o ti ho ascoltato e faccio finta di niente. oppure no, che non ha detto niente. per ora.
dirai che è possibile senza me ma non senza lui. ed [...]

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  • dice

    adoro farmi un martini anche un secondo bicchiere al terzo finisco sotto il tavolo al quarto sotto il mio cavaliere (dorothy parker, santa donna) . ... . ... . per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh! (jack kerouac) . ... . ... . un'attenta analisi delle strategie sinistrorse in campo musicale porta alla luce un'arma fin qui ignota, il menticidio, messa a punto dal kgb per indurre al suicidio mentale, e cioè al rincoglionimento senza scampo, un'intera generazione di ragazzi americani. il che spiega una volta per tutte i rolling stones. (mordecai richler) . ... . ... . se ti capiterà di battere un calcio di rigore, in una partita di calcio o nella vita non importa, ma se dovrai tirarlo tu 'sto minchia di rigore: io ti faccio una preghiera. qualsiasi dolore, qualsiasi paura, qualsiasi calcolo, mettilo da parte e tira sempre all'incrocio dei pali. è bello il golle all'incrocio dei pali. certo, è più facile sbagliare, ma chi se ne fotte, davidù, se devi fare un golle, fallo bene, eccheminchia (davide enia ) . ... . ... . why do you sing hallelujah / if it means nothing to you? (damien rice) . ... . ... . forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi vedró compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto. ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto. ('genio montale) . ... . ... . nell’arte la cosa più importante è la cornice. nella pittura è letteralmente così, per le altre arti solo in senso figurato, perchè senza quell’umile oggetto non è possibile capire dove finisca l’arte e dove inizi il mondo vero. (frank zappa) . ... . ... . mia cara amica, sono troppo stanco e troppo ammalato per cercar di comprendere. prendo il partito dei più deboli, il mio solito partito: parto. regalo a chi ne ha bisogno quel poco di poesia che può essere sorta in te dal nostro amore. non posso dirti altro dopo questo. mia cara sono realmente ammalato non ho potuto sopportare l'attesa e le tue lettere. ricevo ora il telegramma. parto domattina per la casetta. là c'è il silenzio. io ti amo tanto e rimpiango la poesia solo perché essa saprebbe baciare il tuo corpo di psiche e il tuo viso roseo e nero colla bocca sfiorita di faunessa. perdonami se non voglio essere più poeta neppure per te. sai che neppure le acque e neppure il silenzio sanno più dirmi nulla e senti la mia infinita desolazione. ti porto come il mio ricordo di gloria e di gioia. ricorda quando soffrirai colui che ti ama infinitamentee porta per se solo il tuo colore. l'ultimo bacio dal tuo dino che ti adora. (dino campana) . ... . ... . una delle mie signore di un tempo mi aveva urlato una volta: tu bevi per scappare dalla realtà. naturalmente, mia cara (charles bukowski) . ... . ... . non appena aprirò la porta e mi affaccerò alle scale, saprò che sotto inizia la strada; non lo stampo ormai accettato di fronte: la strada, la viva foresta ove ogni istante può piovere addosso come una magnolia, ove i volti nasceranno man mano che li guarderò, quando andrò avanti ancora un poco, quando con i gomiti e le palpebre e le unghie andrò a fracassarmi minuziosamente contro la pasta del mattone di cristallo, e mi giocherò la vita avanzando un passo dopo l’altro per andare a comperare il giornale all’angolo (julio cortazar) . ... . ... . sono un alcolizzato, sono un tossicomane, sono un omosessuale. sono un genio (truman capote)