Archivio per Maggio 2008

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Anche quando sembra che la giornata

sia passata come un’ala di rondine,

come una manciata di polvere

gettata e che non è possibile

raccogliere e la descrizione

il racconto non trovano necessità

né ascolto, c’è sempre una parola

una paroletta da dire

magari per dire

che non c’è niente da dire.

(asa branca racconta di chi deve andare ma prima o poi tornerà. è dei forro in the dark ma la voce la mette david byrne. un po’ come vorrei fare io con la poesia di patrizia cavalli)

guarda contigo meu coração

Messo il tag: , , on Maggio 30, 2008 di baskerville

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Era lì, sotto una pioggia che non lo bagnava a guardare nel vuoto. Ma non un vuoto a caso. A perdere, come il suo sguardo. Un vuoto tutto suo. No, non il suo ma fatto come lui. Lo guardava senza parlare, che ad un vuoto mica gli chiedi come va, anche se qualche domanda ti verrebbe da farla.

Guardava il vuoto e si chiedeva come dev’essere. Essere un vuoto, liscio e troppo pulito. Che ad averlo dentro ci si abitua o quantomeno lo si immagina. Ma esserlo. Chissà se spera, un vuoto, ma probabilmente no. Che sperare è già riempire. Credere, anche.

Forse è attendere, accettare, si disse sotto quella pioggia che non entrava nelle ossa. Forse è non chiedersi, non chiedere, rinunciare alla gravità senza essere leggeri. Forse è camminare su una retta senza immaginare una curva o una collina.

Salì sul tram, il primo che passava. Salì sul tram, invece di volare. Si allontanò sopra quei binari dritti, stando attento a non sporcarsi di fango.

(musica)

(foto di wayne levin)

timbrare il biglietto, sporcarsi le mani

on Maggio 29, 2008 di baskerville

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t

 

Ora prendi un giornale, uno qualsiasi. Togli la politica, che di questi tempi se leggi ti viene un mago grosso così che non sale e non scende ma si ferma dritto in gola. La cronaca non l’ho mai sopportata e, ad essere sinceri, neppure i guardoni che la frequentano. Dell’economia checefrega checeimporta (al limite chiedo al mio commercialista) e se dovessi seguire le recensioni non guarderei più nessuno spettacolo. Niente oroscopi e meteo su internet. Rimane lo sport ma anche lì c’è poco. Giusto che Del Piero, agli europei, avrà ancora la maglia n° 7. Come ai mondiali.

Che poi qualcuno magari se lo ricorda (anche se la sempre crescente età dei miei pochi lettori non induce all’ottimismo): io di ‘sto 7 ho dei ricordi feroci. Perché era un racconto piccolo di lacrime piene, di orgoglio e di passione. Erano, soprattutto, parole su un amore. Soprattutto quello. Neanche poi un gran che. Il post, intendo.

Come sempre nessuno ci capì nulla e si parlò di tutt’altro.

Di igene orale, tra l’altro, che in famiglia non si pratica mai abbastanza ,

sciacquati tu la bocca quando parli con me, perché non sono tua sorella.

qualche mente illuminata ha cercato di sostenere la tesi secondo cui la carenza di cultura è alla base del degrado economico:

i romanisti sono poverelli e vanno capiti perche’ sono veramente ignoranti

Ci fu chi capì, in anticipo rispetto alle istituzioni, quali sarebbero stati, da lì a poco, i problemi veri

alex sei un sacco della spazzatura stracolmo di diarrea!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! datti alle scommesse clandestine……..munnezz!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

e che, capendo come questo fosse un argomento delicato e legato a loschi affari cercò di ribadirlo

cacati sotto anke tu insieme a sti 4 ladroni munnezz pur a te!!!!!!!!!!!è vaiiiiiiiiiiiiiiiii

era luglio qualcuno, come ovvio, cominciava a pensare alle vacanze

prendi una zattera e naviga fino alla prima isola deserta che trovi nel pacifico taci e impara a stare al mondo pezzo di ignorante vai a lavorare invece di masturbarti davanti al pc

ma poi, alla fine, come è giusto che sia, si è tornati a parlare di sport.

del piero tu gioki con gli uccellini……tua madre con i cavalli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!datti all ippica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Morale

le cose ritornano e le maglie pure. i cialtroni, invece, non si allontanano mai. (il resto è più caso che verità. un po’ come i giornali)

 

n° 7

Messo il tag: , , , , , , on Maggio 28, 2008 di baskerville

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t

comincia a far caldo.

ed il condizionatore s’è già rotto.

(dipinto di christopher scott)

i dolori del giovane inverter

on Maggio 27, 2008 di baskerville

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t

(in altre parole: ubi maior, minipimer)

fatto. a mano

on Maggio 26, 2008 di baskerville

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t

A. ascolto, andiamo, annusare, animabella, assenzia

B. bella brava e buona, brutta sporca e cattiva, bracciate

C. caviglie, cera, credo, culo, calci nel (anche), corrente, capelli, coraggio, capisco

D. dare, dire, dire, dare, dolore, due

E. è, eterno non è mai

F. foglio, freni, fiato, fuoco

G. grida, golaprofonda

H. ho una tua foto appesa nel cervello, accanto

I. immaginarsi, indigestione, immergersi, illusionisti, incondizionare

L. lingue, lontano, labbra, lacrime, letto (vedi anche divano, tappeto, tavolo della cucina e lavatrice)

M. mancanza, mare, musica, mestruale (sindrome pre- e post-), mischiare

N. noi, non dico che ti amo, non ami chi mi dici, niente

O. occhio buono, ostrica, odore

P. porca, parole, pelle, perdersi

Q. quando, quore (troppe c e poche q), quadri

R. ritorna, ridere, remare e romolare, ragione, regina, respiro

S. sorriso, sputi, saliva, sudore, sentire, sogno (o son mesto), sangue, se (e tutto quel che ne consegue), sms, stomaco masticato, spudore

T. tutto, troia, tempo sottile come un fazzoletto di carta, terza classe, tette, tu, tango

U. una volta almeno, umida, umori, ultimo

V. venire, vivi (e lascia vivere), veloce, vino, voce (viva e senza)

Z. zoff (per difendersi e fare numero), zanne, zozza

 

 

 

 

 

 

lettere d’amore

on Maggio 24, 2008 di baskerville

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t

C’è uno che corre più veloce e l’altro si attarda. Ma correre da soli non è divertente. Allora il più veloce si ferma, torna indietro. Ma al passo non si comanda e subito quello si ritrova ancora avanti, più vicino alla meta dell’altro. Si guarda in giro e l’altro non si vede. Forse camminando, forse correndo, forse all’indietro continuando a guardare avanti, dipende, ma comunque rifà la sua strada e torna a cercarlo.

Che palle, però.

 

tiè (ovvero, il postino corre sempre due volte)

on Maggio 23, 2008 di baskerville

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t

limpido, profondo e consistente. profumo intenso, persistente di viola, ciliegia e mora, vaniglia, cacao amaro e tabacco. gusto secco, caldo di corpo, fine e non invadente, morbido ma intenso.

(langhe rosso arte 2002 – clerico)

certi nomi sono franchi come mani in cui leggere un destino

 

in ogni senso

on Maggio 22, 2008 di baskerville

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t

Dove ferma la metro dei ricordi?
Su quale sito hai messo il nostro amore?
Linko i tuoi occhi diventati sordi
scendo a Bisceglie, là lasciai il tuo cuore.

Quando piangi di me che cosa scordi?
Se ridi chi è che bacia il tuo dolore?
Il mio cuore pesa tre anni lordi
e non un grammo il nostro sesso a ore.

Perché la nostra storia non ha fine?
Ed alla fine io e te che siamo?
Tu coi tuoi sorrisi che sono mine,

io che scoppio: che non so dir ti amo.
Sarebbe stato meglio addormentarci,
magari ieri. Senza più sognarci.

(parole di roberto tossani. foto di david la chapelle)

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on Maggio 20, 2008 di baskerville

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cuore, istruzioni per l’uso

on Maggio 20, 2008 di baskerville

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t

la pioggia che cola e fa le bolle per terra come a dire che non finirà più di cadere

la polvere che vedi volare nell’aria quando la luce la taglia passando attraverso una finestra.

un cane che strofina la schiena su qualcosa di morto per assumenrne l’odore e ricordarsi di essere ancora vivo.

una voce che ha smesso di parlare e racconta una storia che parole non servono per dirmi non conti.

come un’orma su una spiaggia in inverno che la marea silenziosa copre e non cancella.

il gusto dell’acqua quando non guardi il bicchiere ed il palato cieco si aspettava del vino.

la volta che ti accorgi che le setole dello spazzolino non funzionano più come dovrebbero e ti chiedi quando è successo.

il buio che vedi quando apri gli occhi di notte nel letto, le ombre che pian piano diventano contorni, i contorni cose. e pensieri, le cose.

un foglio che taglia la pelle trattenendo a sé una goccia di sangue.

musica

 

(foto di sara zucker)

alcune cose

on Maggio 19, 2008 di baskerville

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t

ho sempre desiderato
essere come quegli scrittori
quei poeti
che tutta la notte
tutte le notti
scrivono
davanti alla loro macchina da scrivere
fumando sigarette
e
bevendo birra
scrivono
tutta la notte
e fumano
e
scrivono poesie meravigliose
o racconti o romanzi
tutta la notte

io di norma la notte mi vien sonno e dormo

ecco. io scrivo ma scrivo come viene. arriva un’idea e poi ci penso su oppure no. scrivo e spesso leggo. leggo cose che alcune sono belle altre sono brutte. più brutte, però. alcune idee belle ma poi scritte male. altre idee male che se non le avessero scritte era poi lo stesso. e non sono mica contento. no.

talvolta però trovo cose che le leggo e dico io l’avrei scritta così. o magari non l’avrei scritta così perché non sono capace ed un altro, invece, l’ha fatto. ma non sono mica invidioso, sono contento. sono contento e leggo di più.

che magari un giorno imparo anche io a scrivere così come guido catalano. o anche se non imparo almeno mi sono divertito lo stesso.

(il titolo è gentilmente offerto da catalano stesso medesimo)

l’uomo che qualsiasi cosa facesse la faceva meglio di tutti gli altri finché tutti gli altri lo ammazzarono a rastrellate

on Maggio 17, 2008 di baskerville

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t

on Maggio 17, 2008 di baskerville

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alfred hitchcock was such a baller. if i have to explain the irony in this picture, then that’s sad.

sarazucker:

alfred hitchcock was such a baller. if i have to explain the irony in this picture, then that’s sad.

aquile e oche

on Maggio 16, 2008 di baskerville

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t

La mia ragazza mi ha lasciato e sto riuscendo a farmene una ragione. A volte quasi mi convinco che non sia altrove insieme a un altro uomo, ma ancora qui con me. Durante il giorno me ne faccio una ragione immaginando che sia andata dal tabaccaio a comprare un pacchetto di sigarette a buon mercato, e che tornerà da un momento all’ altro sorridendo con le belle labbra dipinte. Quando il negozio e’ chiuso, me ne faccio una ragione ripetendomi che il ritratto di lei che preferisco e’ lei in carne e ossa. Passo le sere al pianoforte, cantando serenate d’ amore al suo viso fotografato, e ogni tanto leccando i tasti neri perché’ mi ricordano la sua pelle.

Dan Rhodes faceva il commesso in una libreria e, per quanto ne so, potrebbe farlo ancora adesso. Ad un certo punto, però, ha cominciato anche a scrivere. Piccoli racconti, 101. Qualcuno dice di 101 parole ma non ho mica controllato. 101 storie di non amore. Qualcosa di più, secondo me.

Racconta le piccolezze, i sogni, il quotidiano, lo straordinario. Racconta del nostro giardino e degli altri steccati. Dan Rhodes, racconta tutto questo percorrendo l’alveo scavato sulle guancie dal riso e dalle lacrime. Lo racconta e lo fa benissimo, che i personaggi sembra di vederli.

Qualcuno, poi, li ha visti davvero.

 

autopsia di un cuore solo

on Maggio 15, 2008 di baskerville

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