un mattino nuovo
della gente non mi importa nulla. io amo e odio le persone, poche e sole, come stelle che colano.
metto ogni giorno in fila i pensieri senza pettinarli e si annodano ai ricordi mentre vorrei tagliarli corti.
è un’abitudine a far senza, un’urgenza a basso volume, un coro per voce sola. è il brutto carattere che ho per scrivere e pensare.
quello che manca è un mattino nuovo. respirare una faccia prima che la porti via l’alba e svegliarmi nell’albergo delle donne felici.
l’uomo non creda che il vento si muova contento di sè. ci vuole la vita intera a stare nel temporale e uscirne col sole
(la foto non so di chi sia. le ultime parole sono di pino marino. takashi, invece, quel che mi manca davvero lo suona qui)



bello.questo,si’.
NON POSSO CHE CONDIVIDERE!
Un nuovo che sappia di lacrime mescolate a quelle del sudore provocato dal caldo.Evaporate entrambe da un sole fresco e da una doccia che canta.Buon viaggio,Bask.Bianca 2007
se vuoi ti presto uno dei pettini che non uso, li uso raramente.
a volte ti sento come continuazione e la cosa mi suona familiare.
parenti serpenti?
Benjamin non piace a molti, di questo sono convinta. a me più che le sue parole piacciono i suoi pensieri. Per lo meno mi fanno riflettere.
Sulla traduzione sono d’accordo, in certe parti è davvero pesante.
anche io vorrei tagliarli corti, invece continuo a farli allungare e faccio fatica a questo punto a sciogliere i nodi.
(mi è stato detto: i nodi si sciolgono uno per volta. ma a me manca la pazienza. strapperei tutto)
ehi, piacere di conoscerti!
ammesso che esista, bask, quell’albergo.
ma facciamo finta che sia così, tanto per giocare.
P.s.
la foto è bellissima, come al solito.
penso che forse quella sia la porta.
e forse no.
Un pavone (probabilmente impaurito) in fuga.
buona serata