se lo conosci lo eviti
si chiama franco marco e che suo padre lavori in banca lo si capisce già dal nome. sua madre, casalinga, ne preferirebbe un altro ma aveva già scelto quello del primo figlio ed accetto. nasce a sanremo nel gennaio del 1964, qualche settimana prima che ci arrivi gigliola cinquetti. è una domenica mattina presto, se questo può voler dire qualche cosa oltre al disturbo per chi cerca di riposare.
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a sanremo vive quattro anni, intensi, cercando di farsi notare. Inghiotte biglie di vetro, mette le dita nella presa della corrente. aggrappato alla cucina economica si fa cadere del budino bollente su un polso, ustionandosi gravemente. mastica una cannuccia di vetro bevendo aranciata senza gravi conseguenze. comincia a camminare presto e ne approfitta per attraversare da solo la strada mentre suo padre sceglie le paste per il pranzo. lo ritrova una signora in stazione che gli chiede dove stia andando. da mia nonna risponde. era partita da lì il giorno prima.
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nel 1968 il padre viene trasferito ad imperia. traslocano in una casa in affitto, prima, ed in una di proprietà, poi. Tutte senza vista mare.
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il primo ottobre 1969 è il suo primo giorno di scuola. incontra laura scionti e si innamora per la prima volta. anche lei, bionda e paffuta, si innamora. di silvio girino, il più alto della classe.
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prende lezioni di pianoforte dalla signora de tomatis, anziana ed impaziente. non ricorderà molto di quelle ore in una stanza piccola ed del suono delle unghie che battevano sui tasti. quello che gli rimarrà in testa sarà solo il sapore di quell’orribile crema alla nocciola che lei lo costringe a mangiare a metà lezione. una specie di nutella fatta in casa che della nutella ha solo l’equivocabile colore.
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nel 1975 il padre, più impegnato al lavoro che in famiglia, viene trasferito ancora. a milano va a vivere in una bella casa di via domenichino. frequenta le medie ed il liceo scientifico. a scuola va bene. c’è chi và meglio, gli ricorda la madre che ne parla orgogliosa ai parenti rimasti in liguria.
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nell’estate del 1975 incontra alessandra, bellissima. La porta in motorino perché è la più magra della compagnia ed il suo peugeot 103, ereditato dal fratello, non ha la sella lunga delle vespa degli altri. alessandra muore presto per una strana malattia dei polmoni, prima che lui potesse dirle quanto davvero le piacesse.
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si sposa nel 1992 con anna che ha conosciuto sette anni prima. è la sorella della fidanzata di giuseppe, un suo compagno ai tempi dell’università. sono la coppia perfetta, dicono, ma lui non ne è così convinto. non hanno figli. vivono, in una piccola casa all’ultimo piano di un palazzo rosso al centro di milano, una vita monotona per un acquario. gli altri segni direbbero normale.
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pochi giorni fa lascia moglie e lavoro e va a vivere in borgogna. fa il cameriere in un bar di beune ed ama scrivere nei vigneti. lì, oggi, muore nel sonno. il corpo non verrà mai ritrovato ma l’annata è eccezionale.


PAURA
dei fantasmi che tutti “qualcuno” l’abbiamo nascosto da qualche parte o dell’uomo che li ha appesi al cordame della sua nave? Ci sono sere che non torneranno mai più, perchè i cordami sono la lettera aperta che ti indica che QUEL percorso è stato già fatto e altro ti aspetta.Fulvia
Sì, sono sicura che l’annata è proprio eccezionale. Da non perdere.
quanti sorrisi rubati. Devo lasciar andare la mia storia. Ormai è sempre con me, ed è un peso tremendo. A volte penso che se raccontare spesso una storia potesse alleviare il dolore, da farmi scivolare giù per le braccia le parole via da me come l’acqua, racconterei quella storia mille volte.
elistel, e perchè no?
Accidenti… uno prende un passaggio in auto da una persona e scopre solo pochi mesi dopo che egli aveva un blog.
che brutta gente, già
la parte migliore è quella della cannuccia…
ciao, bentrovata.
trovata/o
trovato. o.
“nasce a Sanremo nel gennaio del 1964…”
Manca poco! Adoro il mese di gennaio, forse perché sono nata anche io a Gennaio…
Comunque bel blog… complimenti.
leggevo il blog su kataweb..sono felice che usi anche wordpress. Complimenti!
ciao!
in stazione dalla nonna…che tenero!
De Tomatis…
De Nutellis…
Una bella annata,soprattutto se di “rosso”:)
Non posso fare a meno di commentare una storia così, io che amo tanto le storie, vere o di fantasia poco importa: eccezionale il periodo dell’infanzia, quello delle dita nelle prese e altro, per farsi notare
Fulminante il finale.
Mi hai fatto sorridere.
Dirò la verità, sulla mia storia: non la racconto nella pagina ‘about me’ perché … è davvero troppo piena di cose tristi, e dico sul serio.
Le cose belle cominciano a capitarmi ora, quindi capisci che ho ancor meno voglia di raccontare del passato (che poi talvolta ha dei momenti talmente sfigati che nessuno ci crederebbe!). Bentrovato !
Una luce fulgida in un mare di noia.
suppongo la tua lettura dia dipendenza.
infondo una devo pur averla anch’io..
dd.
Non c’è niente di nuovo o di geniale o di talentuoso. Si avverte il sintomo sterile di un’abitudine ormai coercizzata, un sapore antico di condanna ad un normale e monotono anticonformismo, che appartiene a tutti. E’ magnifico perdersi in quell’odore misero, simile al mio, di chi non sa come riempire la noia del proprio tempo. Comunque, grazie. Torno ad immedimarmi nel semaforo giallo che lampeggia di notte, mentre la città, incosciente ed indifferente, dorme.
probabilmente i minatori del sulis hanno meno tempo per riempire di noia le loro giornate, e hanno addosso l’odore buono del sudore , della fatica, del fare.
che per giocare al nichilista bisogna avere la stoffa.
se no meglio il minatore del sulis.
ciao basker, se mai passi ancora di qui